Hegel: rapporto servo-padrone

Il rapporto servo padrone è per Hegel un momento dell’autocoscienza , momento che nasce dallo scontro dato dal co-esistere dell’io con l’altro-da-sé. Questo scontro è necessario alla coscienza per inverarsi e rivelarsi come ” essere in sé e per sé”. Il suddetto scontro non ha MAI come esito la morte dello Spirito( è impossibile,infatti, che questo cessi di esistere; al massimo può avvenire la morte del corpo) MA il SOGGIOGAMENTO dell’una o dell’altra parte. Questo soggiogamento consiste nel RAPPORTO SERVO/PADRONE. Il secondo, avendo raggiunto la coscienza della necessità della morte (come rivelazione dell’Assolutezza del nostro Spirito, la quale può avvenire solamente tramite la sua antitesi), non ne ha timore e mette a rischio la vita del corpo. Nella vittoria diviene PADRONE. Il SERVO è invece colui che ha voluto preservare il proprio corpo e per questo subisce un soggiogamento. Il padrone gode dei servigi di quest’ultimo e ne risulta che questo disimpara a fare ciò che il servo ora fa per lui. Il servo,nel frattempo, dipendendo dalle COSE che fa per il suo padrone, diventa anch’egli COSA(si parla di coscienza servile). Essendo il servo cosa, il padrone non lo riconosce come polo dialettico con il quale confrontarsi MA Solo affrontando il confronto con l’altro-afferma Hegel- la coscienza del padrone puo’ automigliorarsi attraverso il processo triadico( tesi, antitesi,sintesi). Al contrario il servo vede il padrone come polo dialettico. Difatti, la coscienza del servo , pur apparentemente negata dalla servitù( poiché la suddetta coscienza va, tramite questa, a corrispondere a quella del padrone) ; in realtà si invera tramite il lavoro servile: si rivela tramite la negazione della negazione( negazione della servitù). Assistiamo quindi ad un rovesciamento delle parti. Il servo imparando a fare ciò che il padrone disimpara a fare , diventa indipendente dal padrone ; mentre il padrone ora dipende dal servo.

Alessia baranello, III A, novembre 2016

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